Nicola Ieraci Bio: il maestro del Sud che fece della cultura un atto di giustizia

Figura carismatica della scuola e della cultura meridionale del Novecento, Nicola Ieraci Bio è stato molto più di un grecista e latinista di straordinario valore: è stato un instancabile promotore di umanità, sapere e impegno civile. La sua vita, spesa tra l’insegnamento nei licei del Sud, la militanza politica socialista e il radicamento profondo nei territori in cui ha operato, rappresenta un esempio raro di coerenza tra pensiero e azione. Questa biografia ripercorre le tappe di un’esistenza dedicata alla diffusione della cultura classica come strumento di emancipazione e riscatto sociale.

Per evitare che la memoria venga sbiadita dal tempo, riteniamo si debba finalmente portare a conclusione l’iter per l’intitolazione di una strada cittadina al professore Ieraci Bio.

Noi con il progetto Gocce di Memoria continueremo a fare la nostra parte per recuperare e valorizzare la memoria storica delle due Nocera.

BIOGRAFIA

Nicola Ieraci Bio è nato a Gioiosa Ionica (RC) il 27 luglio 1914 ed è stato grecista e latinista di fama europea.
Si è trasferito in giovane età a Napoli, dove ha frequentato il ginnasio inferiore e il liceo al G.B. Vico, compagno, amico e sodale di Luigi Compagnone.

Si è laureato in Lettere classiche nell’Università di Firenze con una tesi in Storia Romana, relatore lo storico prof. Giulio Giannelli che lo voleva con sé presso l’Università; rifiutò la docenza universitaria preferendo l’attività di docente liceale militante nel Meridione, per dare il proprio contributo alle lotte contro l’analfabetismo e contribuire così allo sviluppo socio-economico del suo amato Sud Italia. Fu altresì allievo del filosofo prof. Eustachio Paolo Lamanna, del grecista prof. Gennaro Perrotta, dello storico Arnaldo Momigliano.

Ha vinto tutti i concorsi nazionali a cattedra ai quali ha partecipato, scegliendo l’insegnamento del latino e del greco nei Licei.

In occasione del referendum del 2 giugno 1946, ha tenuto i contraddittori pubblici con il Marchese Falcone Lucifero, allora Ministro della Real Casa, nelle piazze della Calabria a favore della Repubblica.
È stato Sindaco di Gioiosa Ionica del 1956 al 1960, quando si è trasferito a Nocera Inferiore. Come Sindaco, in Calabria, si è adoperato per la realizzazione di scuole e edifici pubblici dove prima c’era il latifondo; ha curato la sistemazione dell’acquedotto, per portare l’acqua in tutte le case, e delle strade del centro storico. Il suo attivo impegno sociale e le infrastrutture create sono ancora ricordati oggi dagli abitanti di Gioiosa Ionica, in uno con i decreti sindacali per la pulizia e la profilassi sanitaria; è stato candidato alla Camera dei Deputati nel 1953.

Ha militato attivamente nelle file del Partito Socialista Italiano in Calabria e ha partecipato attivamente alla vita della sede del Partito Socialista Italiano di Nocera Inferiore e non solo, tenendo numerosi comizi nell’agro in favore dei candidati locali e partecipando attivamente a tutte le attività culturali e di accrescimento civile e morale per i giovani del territorio, per incentivarli nello studio universitario. Ha collaborato con gli archeologi prof. Domenico Mustilli e prof. Gaspare Oliverio agli scavi di Locri Epizephiri.

Ha insegnato Latino e Greco nel Liceo classico Ivo Olivito di Locri e nel Liceo classico G.B. Vico di Nocera Inferiore dal 1960 sino al pensionamento, nel 1983.
In occasione del suo pensionamento, la direzione e la redazione de Il Risorgimento Nocerino del 29 settembre 1983 gli hanno dedicato un lungo articolo “A Nicola Ieraci Bio un saluto e un augurio”, scrivendo che «ha lasciato di sé il più ricco patrimonio che un docente possa donare agli altri … È stato, Nicola Ieraci Bio, il vero maestro, l’uomo che capiva gli altri e che aveva rispetto per gli altri, che stimava i suoi allievi studiosi e impegnati e che esortava i pigri al proprio dovere scolastico. Una scuola per la vita … La sua vasta conoscenza del mondo classico, latino e greco, gli consentiva, nel suo continuo aggiornamento storico e didattico, di rifarsi al passato per interpretare il presente, di insegnare nel nostro tempo avendo le ragioni culturali e spirituali nelle radici della nostra civiltà occidentale». L’augurio finale era «quello di poterlo sentire ancora … per dare a tutti il senso universale della nostra cultura classica, unica base del nostro presente e del nostro futuro. L’unico e vero umanesimo che ci redime e ci fa seri e responsabili».

Autore di molte opere, come una antologia della letteratura greca e edizioni commentate di commedie latine di Plauto e Terenzio, ha collaborato con il glottologo tedesco Gerhard Rohlfs al Dizionario Dialettale della Calabria per la parte relativa ai toponimi calabresi.
Ha ottenuto, nel 1971, una menzione d’onore da parte del Presidente della Repubblica al XXII Certamen Capitolinum, Concorso internazionale di prosa latina bandito dall’Istituto di Studi Romani sotto gli auspici del Ministero della Pubblica Istruzione al quale parteciparono i più grandi latinisti d’Europa (Commissione giudicatrice: prof. Vincenzo Ussani, prof. Francesco Arnaldi, prof. Scevola Mariotti, prof. Virgilio Paladini; prof. Guerino Pacitti), con lo scritto in latino Num ratio technica docendi cum studiis humanitatis congruat, con la seguente motivazione: “per l’ideazione, la linea costruttiva, la spigliatezza dello scrivere latino e la personalità dello stile”.

Denominato il “Cantore della Magna Graecia”, è stato l’anima culturale del locale Liceo classico di Nocera Inferiore, nel quale ha tenuto numerose conferenze e ha organizzato incontri con studiosi di fama nazionale.
A Nocera ha appoggiato la fondazione del locale Archeoclub, anche come volano per la valorizzazione della storia nocerina, a lui molto a cuore, per spingere ad una crescita etico-morale i nocerini e tutti gli abitanti dell’Agro che frequentavano il Liceo classico G.B.Vico.
Socio fondatore del Rotary Club Nocera Inferiore-Sarno, ne è stato Presidente nel biennio 1974-1975; alcuni suoi discorsi sono stati pubblicati dal Club con la prefazione del prof. Vincenzo Giuffrè, ordinario di Diritto romano presso l’Università Federico II di Napoli.

In occasione della sua morte (29 novembre 1989), col lutto cittadino, il giornale “La Cittanova” del 9 dicembre 1989 gli ha dedicato un lungo articolo “La morte di Ieraci, il cantore della Magna Grecia”. Dopo aver ripercorso la sua storia personale e aver ricordato lo stretto rapporto che lo legava agli allievi, si legge: «chi lo aveva maestro e guida, sapeva che da anni le sue forze andavano declinando sotto l’incalzare di un male inesorabile … ma ora che se n’è andato veramente resta sgomento per la perdita di un prezioso punto di riferimento e sul filo della memoria cerca affannosamente di recuperarne, assieme al severo tratto del volto, sprazzi del suo irripetibile magistero. A Nocera ha profuso le sue migliori energie nell’avvicinare ai classici tanti studenti, consapevole che, in questa maniera, avrebbero anche trovato l’impulso di vivere da protagonisti il futuro».

A Nicola Ieraci Bio è stata intitolata nel 1990 un’aula del Liceo classico G. B. Vico di Nocera Inferiore.

Attualmente è in corso la pratica di intitolazione di una strada nel Comune di Nocera Inferiore

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